mercoledì 18 febbraio 2015

Non siamo tutti stranieri

Stamattina leggevo il solito editoriale di Gramellini sulla Stampa

Siamo tutti stranieri

Il buon Massimo va giù pesante con Sacchi che ha osato esprimere una sua libera opinione, cioè quella che nel calcio italiano ci sono troppo stranieri. 

Ci siamo già dimenticati degli ultimi mondiali, dove siamo usciti penosamente, dei discorsi che ne sono derivati, bisogna valorizzare i giovani bla bla bla.

Sempre il buon Massimo non si esime però di definire Mino Raiola, procuratore di Balotelli, "uscito da un casting dei Soprano", strappando sicuramente qualche risatina al lettore di turno. 

Lui non è razzista, invece Sacchi è brutto sporco e cattivo.

2 commenti:

  1. Se abolisci l'idea di Nazione, per cui chiunque arrivi in Italia automaticamente diventa Italiano, allora abolisci tra tante altre cose anche l'idea della "nazionale" per tutti gli sport, oppure puoi dire che la "nazionale" è massa insieme con gente che temporaneamente risiede in una certa regione della Terra.

    Cosi come diamo la cittadinanza agli immigrati la possiamo dare anche ai calciatori, quindi ai prossimi mondiali potremmo schierare Messi, posto che venga a vivere in Italia.

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  2. La ricerca del politically correct a tutti i costi ed in tutti i campi sta producendo degli effetti a dir poco surreali... Se la sommiamo poi al fatto che quelli che criticano qualsiasi affermazione che possa anche solo vagamente far pensare ad un intento razzista, omofobo o antisemita sono gli stessi che poi manifestano per Charlie Hebdo e per la libertà di pensiero ed espressione, la zuppa di controsensi è servita...

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