lunedì 23 novembre 2015

I rapporti Ocse/Ue


Mi sono imbattuto per caso in un articolo di qualche anno fa :

Immigrati. Dove ce ne sono di più l’integrazione funziona meglio. I risultati di un rapporto Ocse/Ue

Io me li immagino gli studiosi immersi tra pile di documenti, analisi, lunghe riunioni, dibatttiti accesi, che pubblicano  il loro prezioso rapporto, chissà che faticaccia.

Peccato che la realtà sia abbastanza diversa, ecco un esempio di città europea dove l'integrazione ha funzionato alla perfezione








pillola azzurra o pillola rossa ?

domenica 15 novembre 2015

Tristezza infinita

No, non pubblicherò la foto della Torre Eiffel a lutto, o la bandierina della Francia, non si è trattato di una "disgrazia" causata da eventi imprevedibili come un terremoto o un incidente.
Era tutto programmato e pianificato, l'aggravante è che non si tratta neanche della prima volta, dagli attacchi alla sede di Charlie Hebdo nulla è cambiato, anzi, l'offensiva è stata più violenta.
E' palesemente evidente che dall'Europa entra ed esce chi vuole, non solo, una volta entrati fanno pure quello che vogliono, con tanto di kalashnikov in spalla.
E' il fallimento di una Europa rammollita, politicamente inconcludente, incapace di un sussulto d'orgoglio, siamo fermi alle fiaccolate, alle bandiere a mezz'asta e ai post in lutto sui social network, senza contare lo stuolo di improvvisati filosofi che dalle loro comode poltrone ci indicano la retta vita santificando sull'essere e il non essere, semplicmente nauseabondo.
Tristezza infinita

martedì 10 novembre 2015

Quando il Muro crollò addosso al Bottegone

« Qui crolla un mondo, cambia la storia... ha vinto Hitler... Si realizza il suo disegno, dopo mezzo secolo. »

(Alessandro Natta, segretario del fu-PCI, il 9 novembre 1989 dopo la caduta del muro di Berlino)

Giusto per capire da dove arrivano certi personaggi








domenica 8 novembre 2015

E' andata bene

Questa volta è andata bene, nessun pazzo ha sparato, niente incriminazioni per abuso di legittima difesa, nessun dibattito sulle armi, tutto normale, nulla su cui discutere insomma, occupiamoci della nuova è promettente "sinistra italiana"

Ferrara, 2 donne massacrate in casa dai ladri: fermati due giovani


giovedì 1 ottobre 2015

È l’ora di dire ciao. Anche a Bella Ciao.

Condivido volentieri un pezzo di Francesco Maria Del Vigo letto oggi sul IlGiornale.it :

<< Pietro Ingrao per me non è un mito. Ne ho altri, finti, veri, cartacei. Ma non pretendo che siano universali. Non è un padre della Patria. Non può essere un padre della Patria uno che questa diavolo di Patria voleva svenderla a quella che sentiva la sua, di patria. Cioè la madre Russia comunista. Ma è possibile che qui ci si debba dividere tutti tra russi e americani? Ma uno che fa il tifo per l’Italia non è un’opzione disponibile? (Non la nazionale, per carità, di quelli ce ne sono troppi).
Ingrao, per me, non è un esempio. È uno che dalle colonne dell’Unità difendeva gli eccidi delle truppe russe in Ungheria e che oggi, dagli stessi che si genuflettono davanti al suo cadavere, sarebbe stato licenziato come un sovversivo criminale. Ma lui rappresenta i vincitori, anche adesso che è stato vinto dalla vita, come succede e succederà a tutti noi. Pietro Ingrao, per me, è un vecchio morto a cento anni, davanti al quale non posso che elevare un arrivederci ossequioso e laico. Perché amo gli anziani e ammiro i coerenti e gli idealisti. Anche di idee che non condivido. E invidio le comunità. Quella folla di pugni alzati, quelle bandiere rosse con la falce e il martello, quelle ugole che si squarciano intonando Bella Ciao. È roba d’altro tempo, di un’altra era. Archeologia politica e umana. Come quelle poltrone di modernariato che dici: cavolo che design strano. Ma a casa non le vorresti mai.
Ma facciamo una precisazione: evviva le comunità, evviva le idee. Ma Bella Ciao non è un inno nazionale. È un canto da ultras. Dell’antifascismo. Quella è una comunità che rispetto, ma non è una nazione. Non è di tutti, ma di parte. Divide e non unisce. Come direbbero i moderni: è divisiva. Il mito della resistenza non è realtà, ma finzione. Se va bene fiaba. È il Babbo Natale della sinistra. Shhh. Non diciamolo a voce alta che sennò poi ci sentono. Chè l’Italia l’hanno liberata gli americani. Bella Ciao non è pace, ma guerra. E pure civile. Che è il massimo dell’inciviltà. Basta. Basta con questo culto della resistenza, con questa religione laica della Liberazione. Pure il Papa apre ai divorziati, ma le vestali di piazzale Loreto non riescono nemmeno a parlare agli a-partigiani. Basta coi talebani del 25 aprile, con i santificatori del comunismo, con quelli che ci vogliono infilare in testa il burka del politicamente corretto. Con quelli che pensano che mettere la gente a testa in giù sia un atto di libertà.
Renzi, Grasso e Mattarella avrebbero chinato il capo davanti al feretro di Giorgio Almirante? No. Perché era un fascista. Redento. Democratico. Ma c’aveva sempre quel problema lì. Non parlo del peccato mortale di aver eletto Fini come proprio delfino. Ma di quella camicia non troppo intonata coi colori alla moda. Invece erano tutti lì, davanti alle falci e ai martelli. Immobili davanti a simboli di morte. Persino Fini era uscito dal sepolcro. E pure Marino. Ma quello si imbuca ovunque: dal Vescovo di Roma al patriarca dei bolscevichi, che differenza c’è?
Anche il comunista Ingrao avrebbe mandato a quel paese quella massa di sciacalli che cerca di vivere su una (presunta) rendita di posizione. Io vorrei mandare a quel paese Renzi, Grasso, la Boldrini, la religione (catto)comunista dei partigiani, le falci e il martello, il galateo del 25 aprile e Bella Ciao. Che, ripeto, non è Fratelli d’Italia, ma una canzone più secessionista della Lega di Bossi: spacca il paese, allarga la piaga e divide gli italiani. Ma, soprattutto, rompe i coglioni. È l’ora di dire ciao. Anche a Bella Ciao. >>


Link al Blog:
http://blog.ilgiornale.it/delvigo/2015/09/30/la-retorica-di-bella-ciao-ha-rotto-i-c/#

mercoledì 30 settembre 2015

Anno Domini 2015

Spulciando le notizie del Corriere non ho potuto fare a meno di notare le foto del funerale di Pietro Ingrao, storico esponente dell'ala sinistra del Partito Comunista Italiano. 

Quello che trovo vomitevole è che ancora oggi ci sia gente in piazza con il pugno chiuso e la bandiera dell'Unione Sovietica

Faccio veramente fatica a capire

Povera Italia
 



venerdì 12 giugno 2015

Buone nuove

Oh ma che bello alzarsi il mattino, fare colazione leggendo il Corriere.it e nell'ordine apprendere che :

Due sudamericani hanno quasi mozzato con un macete un braccio ad un capotreno, reo di aver chiesto l'esibizione dei biglietti, siamo a Milano, Expo.


La stazione centrale di Milano, sempre Expo, trasformata in un campo profugi.

Una zingara caga tranquillamente per strada a Firenze.



Non so fate voi.


giovedì 14 maggio 2015

Uscita d'emergenza


Non ci vedo nulla di male nel forzare il portellone di un aereo in fase di rullaggio e dileguarsi nel nulla, cose che capitano senza grande scalpore dal 2009.

Avanti così,  "o Bella Ciao"....

Povera patria.



mercoledì 22 aprile 2015

Lui è tornato



" È l’estate del 2011. Adolf Hitler si sveglia in uno dei campi incolti e quasi abbandonati nel centro di Berlino. Sessantasei anni dopo la sua fine nel bunker, Adolf inizia una nuova carriera, in televisione: non è un imitatore né una controfigura, è proprio lui, ma nessuno gli crede. Tutti lo prendono per uno straordinario comico. Farsa, satira, pura comicità, analisi spietata e corrosiva del nostro tempo, il romanzo d’esordio di Timur Vermes è un gioiello di intelligente umorismo, un fenomeno editoriale con pochi precedenti. "

Terribilmente geniale, consigliato.

giovedì 19 febbraio 2015

Tristezza

Vedere le foto di Piazza di Spagna ridotta così mi riempe di rabbia e tristezza.

Se fossi Imperatore per prima cosa prenderei a calci in culo il ministro degli interni, il capo della polizia, il questore, il sindaco e giù a scendere.  

Fatta la conta dei danni manderei la fattura all'Ambasciata Olandese con pagamento entro 24 ore.

Una cosa così è inammissibile


  
 



mercoledì 18 febbraio 2015

Non siamo tutti stranieri

Stamattina leggevo il solito editoriale di Gramellini sulla Stampa

Siamo tutti stranieri

Il buon Massimo va giù pesante con Sacchi che ha osato esprimere una sua libera opinione, cioè quella che nel calcio italiano ci sono troppo stranieri. 

Ci siamo già dimenticati degli ultimi mondiali, dove siamo usciti penosamente, dei discorsi che ne sono derivati, bisogna valorizzare i giovani bla bla bla.

Sempre il buon Massimo non si esime però di definire Mino Raiola, procuratore di Balotelli, "uscito da un casting dei Soprano", strappando sicuramente qualche risatina al lettore di turno. 

Lui non è razzista, invece Sacchi è brutto sporco e cattivo.

mercoledì 21 gennaio 2015

La mamma è sempre la mamma





Mentre negli Stati Uniti Obama annuncia che «L’America è risorta, la crisi è alle nostre spalle» nel nostro bel paese la mamma di Civati, intervistata con tutti gli onori dal Corriere della Sera, ci tiene a farci sapere che «Nel Pd non si può più stare.

A questo punto non so più cosa aggiungere.

domenica 18 gennaio 2015

Good news

Per una volta vorrei darvi una bella notizia, basta parlare di crisi, disoccupazione, barbuti tagliagole e migranti.

"Le famiglie italiane si stanno arricchendo", magari non ve ne siete ancora accorti ma fidatevi, se lo dice il nostro primo ministro Matteo Renzi sarà sicuramente vero.
 

 

 

giovedì 15 gennaio 2015

Eroine



Ricapitolando:

L'estate scorsa due ragazze ventenni invece di andare un weekend al mare a Rimini decidono di salvare i bambini Siriani.

Eroine. La meglio gioventù.

Prendono un volo per la Turchia e da lì attraversano il confine con la Siria.

Purtroppo le cose non vanno secondi i piani e i barbuti locali, noncuranti delle buone intenzioni delle due "volontarie" le rapiscono e le tengono in prigionia chissà dove.

A dicembre un video mostra le ragazze vestite con gli abiti che i barbuti riservono alle loro amate donne. 



Di oggi il lieto fine. Greta e Vanessa sono libere. Il popolo tutto esulta. 

Le prime informazioni parlano di un riscatto di 12 milioni di dollari pagati dal governo, con soldi pubblici.

Cosa ci faranno mai i terroristi con 12 milioni di dollari ?!?

A : Costruiranno ospedali per i bambini
B : Investiranno in Bot e Cct
C : Investiranno in armi per la jihad 

A voi la risposta.