mercoledì 31 agosto 2016

Crateri Silvestri

Qualche decina di giorni fa ho fatto una gitarella sull'Etna, mi sono recato sui Crateri Silvestri, raggiungibili facilmente in auto, si trovano a quota 2000 metri in prossimità del rifugio Sapienza, il tempo fortunamente era buono e mi sono goduto il panorama alquanto lunare. 

In inverno c'è la neve e si può tranquillamente sciare, c'è l'impianto di risalita.

Dalle foto fatte con il telefono purtroppo non si riesce a vedere ma giù a valle si può ammirare il mare e tutta la piana di Catania.



Vista in direzione della cima
Vista di un cratere dall'alto

Percorso per arrivare al rifugio, dopo una certa quota non ci sono più alberi, come si più vedere dalle prime due foto sopra.
Sponda di un cratere, meglio non rotolarci dentro

Sentieri

Anche sulla lava qualcosa cresce

Foto di una cartolina, il rifugio circondato dalla colata di lava in un'eruzione degli anni 90(credo)


lunedì 29 agosto 2016

La sicurezza prima di tutto

Che bello girare con uno scafandro addosso in un luogo dove tutti dovrebbero essere riconoscibili.


martedì 26 luglio 2016

Tutti i mezzi

"Isis ci ha dichiarato guerra" ma va?!?! Perspicace Hollande

Sono proprio curioso di vedere quali saranno "tutti i mezzi" di cui parla



Nel frattempo Il Fatto Quotidiano ricorda a tutti noi ignorantoni la nazionalità dei killer, "sono francesi"


venerdì 15 luglio 2016

Sono razzista

Si, sono razzista. 
Sono geneticamente, moralmente e civilmente superiore a chi compie questi atti.



lunedì 25 aprile 2016

Bella Ciao


Nell’agosto 1944, a Galliate viveva Giuseppe Ugazio, 43 anni, segretario del fascio repubblicano di quel comune (…) Ugazio viveva con due figlie. Cornelia, 21 anni studiava Medicina all’Università di Torino (…) la più piccola, Mirella detta Mirka, 13 anni. Verso le nove di sera del 28 agosto si presenta alla trattoria San Carlo, dove se ne stava seduto con un paio di amici, una pattuglia di militi della repubblica e invitano l’Ugazio a seguirli insieme alle figlie perché si teme un attacco dei ribelli.

Il segretario del fascio e le due ragazze salgono sull’automobile dei militi e soltanto all’ora scoprono di essere caduti nelle mani dei partigiani garibaldini travestiti da fascisti.

Li conducono attraverso i campi sino a una cascina isolata, la Negrina, qui li aspettano una ventina di ribelli che hanno già occupato il cascinale.

I partigiani mangiano e bevono, sotto lo sguardo atterrito dei tre ostaggi. Il padre di Cornelia e Mirka spera ancora di salvare almeno le figlie, poiché tra i ribelli ha riconosciuto un giovane di Galliate. Poi si rende conto di non avere via di scampo. Viene spinto in un boschetto vicino al podere, legato a un albero e torturato sotto gli occhi delle ragazze.

La sua vita sta per concludersi. I partigiani lo finiscono spaccandogli il cranio con il calcio dei moschetti. Subito dopo tocca alle figlie. Sia Cornelia che la piccola Mirka sono stuprate. I ribelli se le passano di mano per l’intera notte. E’ quasi l’alba del 29 agosto quando le ragazze non danno più segni di vita.

La banda trascina i corpi nel boschetto, accanto al cadavere del padre. Gli stupratori scavano una fossa poco profonda, una trentina di centimetri, non di più.

Al contatto con il freddo del terreno, Cornelia e Mirka si riprendono. Allora i partigiani fracassano la testa della ragazza più grande con i moschetti e soffocano Mirka, schiacciandole il collo con uno scarpone.

Poi se ne vanno poco dopo l’alba. E riprendono a combattere per la rivoluzione comunista”.

Giampaolo Pansa, "Bella Ciao"